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Nelle puntate precedenti: Lady Fara e lord Bori s’amano, ma il crudele Dani, loro snaturato padre, ostacola l’unione con la smodata predilezione per il figlio maggiore. In loro soccorso, forse ispirati dal Dio Sole, che vigila sulla gaia primavera di Gondor, giungono un folletto vestito da gelataio rompipalle ed una mocciosa petulante. Nel castello, intanto, fervono i preparativi per la bellissima festa, in cui i Signori di Lorièn saranno costretti a dormire in un giaciglio da salumieri arricchiti. Ed ora: le nuove avventure! Boromir stava ancora vagolando per i corridoi, seguendo quelli che lo avrebbero condotto al giardinetto. [i magici giardini di Minas Tirith gli indicano la via del giardino: ricorda “Alice nel paese delle meraviglie"] Gli pareva di non arrivare mai, si sentiva come se stesse continuamente girando intorno, [non mi stupirei se lo stesse facendo] senza mai giungere a una svolta, ma questa sensazione era dovuta solo al fatto che bruciava dalla voglia di vedere il fratello, aveva bisogno di sapere che stava effettivamente bene, e poi non vedeva l’ora di annunciargli che aveva deciso di affrontare il padre. [Questa tremenda angoscia senza alcun motivo: il fratello che si fa i cazzi suoi, il padre da affrontare, ma è “Vita di un ansioso”?] Preso com’era nelle sue elucubrazioni, non si accorse di dove metteva i piedi e non riuscì così ad evitare la figura che aveva malauguratamente incrociato la sua traiettoria. [No, o mio splendente Dio Bowie, la marmocchia, no!] -Mi dispiace molto. Sono mortificato.- si giustificò, alzandosi dal pavimento lucido sul quale era atterrato dopo l’urto, e sollevando lo sguardo sulla sua “vittima”. -E crederei bene! Insomma, capisco che tu stia invecchiando, ma che stia diventando anche cieco…- [questo è lo stile di Lady Fara, certo, avrei gradito qualcosa di meglio, mio algido God of Sex, ma obbedisco.] La voce suonò molto familiare alle orecchie di Boromir, che infatti, non appena si rese conto di chi aveva di fronte, sorrise felice e sollevato. [Io sono triste ed amareggiata] -Ah, e io starei invecchiando, eh?- -Beh, venticinque anni hanno il loro peso…- [In particolare, se spesi a non fare un accidente] -Grazie, sai? Veramente, sei un fratello minore molto rispettoso per quelli più vecchi di te! Antipatico!- [Cattivo! Le mie bambole non le pettini più!] -Eddai, mica te la sarai presa perché ho detto che sei un po’ in là con l’età, vero Bori?- cantilenò Faramir. [Io ho Barbie Festa di Primavera, se facciamo pace, ci giochiamo insieme?] Ci fu un secondo di silenzio: il maggiore desiderava parlare con il fratello, e desiderava farlo in maniera seria, lasciando da parte scherzi vari e battutine provocanti. [voi non sapete quanto vi sia grata di questa decisione: stavano per farmi indossare la camicia di forza, mentre urlavo: “Basta!”] -Fara, a parte gli scherzi…come stai?- chiese, col volto coperto da un velo d’ansia. [non mi pare abbia la tisi] -Beh, mi sto rassegnando…come del resto è giusto che sia…non posso pretendere niente, e lo sai. Mi dispiace solo che stasera dovrò subire l’ennesima umiliazione…- il più giovane aveva un’aria totalmente sconfitta. [l’umiliazione di fare la figura della piattola lagnosa che sei?] -Mi…mi dispiace di non essere venuto, ieri sera…avrei voluto starti vicino…- [noi, al contrario, siamo felici di ciò] -E io avrei voluto averti accanto, ma non te ne voglio fare una colpa…hai i tuoi doveri, e io non posso antepormi ad essi…- [sì, la Ragion di Stato] -Nemmeno se te lo chiedessi?- chiese Boromir, con un tono di supplica che mai prima d’ora aveva usato. [Lord Bori chiede a Lady Fara di domandargli d’anteporsi a doveri inesistenti: come è tutto più chiaro, adesso] -No, nemmeno se me lo chiedessi…non sarebbe giusto nei tuoi confronti: hai dei compiti e delle responsabilità. I miei magoni e le me crisi depressive non possono essere più importanti di tutto ciò…non devono esserlo…- [Apprezziamo l’autocritica ed il linguaggio regale. Lady Fara non accetta la domanda di chiedere a lord Bori d’anteporre lui alla Ragion di Stato] -Perché? Me lo spieghi il perché?- [Sii più preciso, io grido questa domanda da tanto tempo] -Il perché di cosa?- [Bravo, chiunque tu sia, bravo!] -Perché devi essere sempre così maledettamente convinto di non meritare un briciolo di considerazione, eh? Me lo spieghi?- si scaldò il più vecchio. [Perché ho la sindrome premestruale e mi commuovo guardando “Ragione e Sentimento”] -Forse perché mai nessuno, a parte te, mi ha fatto capire di contare qualcosa…- [Mi fa male la pancia ed il seno] Boromir non ce la faceva più. Ne aveva abbastanza di vedere il fratello così. [Manco io] Era stanco di non poter mai vedere il suo viso illuminato dalla gioia di vivere, stanco di vederlo in balia delle sue paure, stanco di non riuscire a dargli una mano…frustrato. [Ma pure lagnoso] E forse fu per dimenticare la frustrazione, forse per consolare il giovane che gli stava di fronte, o forse semplicemente perché non riusciva a stargli lontano che con un passo lungo e rapido coprì la distanza che c’era fra loro e strinse a sé quel corpo per cui spasimava, quel ragazzo che gli faceva perdere la ragione, l’uomo che di notte sognava in versioni molto poco caste. [BBBBRRRRR Ma poi è la millesima volta che ci viene detto che si sognano la notte] Lo fece per tante ragioni, eppure per nessuna in particolare: desiderava solo perdersi in quel calore confortante e non doverlo abbandonare mai più, anche se era perfettamente cosciente che la sua mente e il suo cuore avevano espresso un desiderio irrealizzabile. [e Ri-BRRRRR] Anche Faramir, da parte sua, stava bene. Adorava quei momenti di intimità, viveva solo per essi, attendeva con ansia che il fratello lo avvicinasse in quel modo così piacevole, rassicurante…quei pochi attimi vissuti di sfuggita erano in grado di fargli dimenticare qualsiasi preoccupazione avesse, sapevano ricucire almeno in parte le ferite del suo cuore, gli trasmettevano sicurezza e amore. [Trombate, che qui ci si sta annoiado, su!] Amore che provava nei confronti della persona sbagliata, ma che non voleva impedirsi di sentire, perché era l’unica cosa che lo aiutava a proseguire. Amore sbagliato, eppure un amore che desiderava, un amore che sperava fosse ricambiato, anche se era sicuro che un fatto del genere non si sarebbe mai verificato. [Dai, il Dio Sole vi benedice. Se la piantate con le seghe mentali, vi passo la scena incestuosa, guardate quanto sono buona] Boromir abbracciò il ragazzo con maggior vigore: lo amava, da impazzire, più di qualunque altra cosa, più della sua stessa vita. [Questo è il momento di toccargli il culo] Lo amava e non era in grado di dirglielo, perché non voleva sentirsi rifiutato, lui che pure nella vita aveva sempre avuto tutto…non credeva di poter reggere un rifiuto, non in quel campo. [Bori è il Dean Winchester di Minas Tirith, non puoi dire di no] Ma come impedirsi di andare a fuoco con quel corpo stretto fra le braccia? [Adesso mi alza lo stendardo di Gondor per un abbraccio?] Come riuscire a dominarsi di fronte alla triste ma disarmante bellezza di quei due cieli azzurri sempre più frequentemente coperti dalla coltre delle lacrime? [Se la fa con Eowyn, la cognata, perché Faramir non ha gli occhi azzurri e descritto così pare una delle Winx] Come evitare di impazzire, di posare le labbra su quella bocca che sapeva essere tanto maliziosa quanto saggia? [Come lo sapeva?] E come evitare di doversi porre, ogni volta, le stesse domande senza risposta? [E noi d’ascoltarle?] -Bori…- la voce di Faramir suonò distante, quasi non appartenesse a quel mondo. [Era lo spirito di Faramir, perplesso dallo strano diminutivo del fratello] -Sì?- -Come mai questo abbraccio?- [Ti ha palpato, scemo] -Forse…forse per farti capire che tu per me conti più di tutto…- [Non hai sentito che era duro, idiota?] -Più…di tutto?- [Mi frusteresti?] -Fara, tu…insomma, io ti voglio talmente bene che nemmeno lontanamente immagini, e per farti star bene sarei disposto a qualunque sacrificio… [Ad essere passivo, insomma] per questo, solo per questo ho deciso che andrò a parlare con nostro padre. [per chiederti in sposa] li dirò chiaramente ciò che penso…che sono stufo di vedere in che modo assurdo ti tratta…e che…che o ti considererà al pari mio, oppure me ne andrò, e ti porterò con me!- [In sella al mio cavallo: come Lancillotto e Ginevra] Segue un tedioso tira e molla e poi la luce. -Cazzo [No, “Cazzo” a Minas Tirith non si dice: stanno arrivando con le pillole, devo scappare]
Riusciranno a coronare il loro sogno d'amore?
Tags: angel selphie, badfic, grandi saghe, i bellissimi di rete4, la follia, segreti di zietta Current Location: la mia cella candida Current Mood: che due palle! Current Music: Why
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La meravigliosa opera di Angel Selphie giace fra i documenti del mio computer, ogni tanto aprò il documento e piango. Non riesco ad essere concentrata, mi perdo fra biondi telepati e MarySue bambine... Voglio dire, c'è gente che fatica a seguire "Last punk standing"! Non è folle? Sto attendendo che comincino le repliche di "Buffy" e un tizio blatera che vendono pompe infaticabili, che ti pompano in sei minuti. Quasi, quasi ne compro un paio... Il mio fastidio davanti alle wincest sta spalancando (nuovamente) le porte dell'impopolarità. Il mio amore è famoso.Mi spiegate come fanno Buffy e Spike a fare sesso in quel modo senza spezzarsi la spina dorsale? Io capisco la passione, la furia animalesca, ma già alle prese troppo strette mi lagnavo come una svenevole eroina di Jane Austen. Non sono fatta per gli amplessi estremi... Tags: buffy, dean winchester, riflessioni, sesso estremo Current Location: la mia cella candida Current Mood: Mi sono rotta! Current Music: I love candy
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Perdonate l'assenza, ovviamente, non mi sono scordata della Festa di Primavera in quel di Minas Tirith, ma ho ricevuto una richiesta d'aiuto:  Sì, Dean Winchester era fisicamente provato dalle orge slash in cui mai ebbe maniera d'essere attivo. La sua toccante confessione:  I suoi sono gusti più raffinati:  Raccolte le sue confidenze, sono stata costretta (ma in fondo non gli potevo negare un favore) a rincuorarlo un po':  Sì, lo sto ancora consolando. A presto. Tags: dean winchester, la zietta consola., vm18 Current Location: un'Impala del '67 Current Mood: yes, baby! Current Music: se Dean gemesse di meno, la sentirei.
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Dove eravamo rimasti? No, non parlo della terapia di gruppo che Draco è costretto a fare in piedi (per motivi tristemente noti), parlo della storia di Lady Fara. Ah… Sì! Dopo il rientro del crudele Deni, Lady Fara riceve la visita di un folletto telepate, rompipalle e vestito come un ballerino anni’70. La pudica Fara lo invita conversare fuori. La follia procedeva con una poesia davvero irripetibile. Boromir depose la penna, sospirando appena, mentre un raggio di sole entrava dalla finestra andando a posarsi sul foglio di pergamena inchiostrato. [No, Bori! Hai scritto tu quella fetenzia? Ma poi, tieni il diario come Eowyn Adolescente Punk?] Aveva scritto quella poesia di getto, pensando a Faramir, e a come doveva sentirsi in quei momenti. [Una merda, insomma] La sera precedente aveva desiderato di andare da lui, a porgergli la spalla come al solito, [adesso si chiama spalla…] ma gli impegni con il padre lo avevano trattenuto fino ad un orario impossibile, e quando finalmente era riuscito a congedarsi, con la scusa di una tremenda emicrania, [come le donne davanti ai doveri coniugali, per fortuna non ha pensato al ciclo] era talmente tardi che aveva giustamente ipotizzato che il fratello stesse dormendo, e quindi non si era recato da lui per non disturbarlo. Aveva avuto una giornata talmente pesante…e lui non aveva potuto dargli il giusto conforto. [Che io sappia, non fate una mazza da mattina a sera, come tutti a Minas Tirith, poi ti credo che cadete in rovina, adorando il dio Sole] Ma non era tempo di rimuginare su avvenimenti passati: quel giorno ci sarebbe stato il grande ricevimento, in concomitanza con la Festa di Primavera. [Io l’avevo scordata, pensa! Fra bimbe bionde e folletti telepati…] I preparativi si sarebbero protratti per tutta la mattina, e il palazzo sarebbe rimasto immerso nella confusione più totale: del resto quel pomeriggio sarebbero giunti ospiti da tutta la Terra di Mezzo, ed era dovere del padrone di casa render loro la giusta accoglienza. [Il padrone di casa non sei tu] Sapeva con precisione come si sarebbe svolta la festa: per tutta la sera sul volto di Denethor sarebbe calata una gelida maschera di ipocrisia. [pare la perfida Stephanie di “Beatuful”] Avrebbe finto di adorare il figlio minore, [quando mai l’ha fatto?] dandola a bere a tutti i presenti, quando la realtà delle cose, invece, era molto diversa. [sì, Denethor II era un uomo duro e non un paraculo, per cortesia] E ancora il fratello ne avrebbe sofferto come non mai: [voto per l’eutanasia di Fara] era sempre stato così, e in quella occasione le cose non sarebbero certo cambiate. [Giusto, la storia mi piace perché non si perde in prolissità senza scopo alcuno] Perché mai avrebbero dovuto cambiare? Al padre stava bene così…lui non avrebbe mai dimostrato a Faramir nemmeno un briciolo del suo affetto. [sì, lo ribadiamo ancora ? O tremila volte possono bastare?] Cosa poteva fare per modificare almeno in parte quella situazione? [Dì a Deni che ami carnalmente Fara e lui disgustato ti caccerà a calaci, tenendosi Fara] Non lo sapeva, ma da giorni, mesi, anni ormai cercava la risposta a quella domanda che lo aveva lasciato sveglio molte, troppe notti. [Ed era: “Quando finirà questa sbobba?”] Eppure voleva fare qualcosa, perché non sopportava che il viso della persona che amava fosse sempre oscurato dal rimpianto, dalla malinconia e dai sensi di colpa. [Fara è così: una piattola senza spina dorsale, una ragazzina con le mestruazioni, una MarySue con le tette pelose] Forse l’unica cosa rimasta era provare a dialogare col Sovrintendente di Gondor: in tutti quegli anni non lo aveva mai fatto, perché temeva che il fratello, da un’azione del genere, avesse solo che da rimetterci. [Perché? A meno che tu non ti riveli come incestuosa vergogna della casata, Deni al massimo scappa in lacrime: sarebbe coerente alla narrazione] Nulla da guadagnare. Però ora erano cresciuti entrambi: se il padre avesse cacciato Faramir, attribuendogli come al solito la colpa della sua insubordinazione, [Mi sono persa qualcosa? Bori vuole destituire Deni in favore di Fara?] avrebbe fatto anche lui le valigie. [Deni si sarebbe chiesto perché ha avuto due figli e tutti due imbecilli] Era grande abbastanza da potersela cavare da solo. [Fara? Ma se batte i piedini quando papi non gli porta una puledra da montare –che bel doppio senso-] Era abbastanza adulto da poter decidere della la sua vita e da potersi assumere la responsabilità delle sue azioni, senza che queste dovessero per forza ricadere sulle spalle innocenti di chi aveva la sola colpa di essere venuto al mondo. [Un soggetto alla frase? Fara ha una colpa: è una MarySue] L’uomo si scostò una ciocca dorata dalla fronte, [Boromir non è biondo! No, no, no! C’è un’epidemia di isterici dalla bionda chioma!] gettando uno sguardo al di fuori dei vetri della finestra: il tempo era dei migliori. [parliamo del tempo…]Se fosse continuato così, i raccolti, quell’estate, sarebbero stati ottimi e abbondanti. [Come il rancio a militare, ma che ci frega a noi?] Il sole scaldava già l’aria, e uscire senza il mantello pesante non era più un problema, quanto piuttosto una goduria vera e propria. [Guarda è una notizia favolosa] Fuori, per le strade e nelle mulattiere, il brulichio di persone era raddoppiato rispetto ai giorni precedenti: sembrava quasi di osservare un formicaio in fermento, con il suo classico viavai di operaie che si affaccendavano a portare alla regina il cibo necessario a nutrire la comunità. [Siamo in tempo per il lancio al tg1] Già, era un paragone molto azzeccato. [se lo dici tu…] Ma non era certo il momento migliore per perdersi in fantasticherie del genere. [Giusto] Voleva innanzitutto trovare il fratello e comunicargli la sua decisione di parlare col padre del comportamento che teneva nei loro confronti, e poi recarsi proprio dal vecchio e cantargliene quattro una volta per tutte. [Si prepara una bella sceneggiata con Mario Merla/Deni, Lady Fara/ Nino D’Angelo e Bori/Gigi D’Alessio. Perché queste inutili prassi di dire a chi di voler far cosa?] Un compito arduo, che avrebbe richiesto una buona dose di coraggio…e certo non si sarebbe fatto intimorire! [E che doveva fare? Parlare con il padre] Doveva farlo per il bene suo, di Faramir e di tutto il castello. [e del mondo] Non che Denethor, infatti, fosse molto popolare tra i suoi inservienti, anzi! [un po’ di pettegolezzo da comare, dai!] Tutti si trovavano perfettamente d’accordo nel dire che era un insopportabile arrogante con manie di protagonismo, [era la Paris Hilton di Minas Tirith] un egocentrico borioso la cui unica occupazione, più che gli affari di politica, era quella di operare spaventose disparità di trattamento fra i suoi due eredi. [A parte che, essendo Sovrintendente, se la può tirare, ma davvero Denethor passava la giornata a fare i dispetti?] Certo, dal capo cuoco al più misero dei lustrascarpe, tutti sarebbero stati ben contenti nel sapere che qualcuno aveva finalmente dato il fatto suo a quell’insopportabile uomo. [Pensassero a lavorare, invece] Cercando quindi di auto-convincersi con queste riflessioni e supposizioni, Boromir uscì dalla sua stanza, diretto nella saletta dove Faramir consumava solitamente tutti i pasti della giornata. [la palude con i topi] Ci mise certamente più del previsto: i corridoi erano continuamente attraversati da donne cariche di coperte e piumoni, [ci sono i piumoni? *o* E poi ? C’è il frigobar? Se non c’è, Arwen non si muove] camerieri armati del necessario a rendere specchi, cornici e quant’altro splendente come oro zecchino, e altri ancora. [Altri cosa?] Chi si lamentava di non trovare le lenzuola di seta turchina per Sire Celeborn e Dama Galadriel, [Cosa? Ma poi a due nobili regnanti elfici mettete lenzuola di seta? Una burinata paragonabile solo al raso nero] chi misurava gli androni a lunghi passi, chiedendosi perché mai la lista degli invitati non si trovasse più in nessun luogo, [ci sto ridendo sopra io] chi litigava, lasciando che assordanti urli e imprecazioni da lavandaie rimbombassero più e più volte nelle sale, per motivi futili quali la scomparsa di una delle tovaglie di lino bianco ricamato (costoro pienamente ignoranti del fatto che a palazzo erano talmente tante le tovaglie di lino che una in meno non avrebbe certo fatto la differenza)… [è l’Inferno] In tutto questo caos infernale, finalmente l’uomo riuscì ad arrivare alla meta. [Ma la stanza da bagno, con idromassaggio per Eowyn è pronta?] Scoprì ben presto, però, che i suoi sforzi erano stati del tutto vani. Il fratello non si trovava lì. [Panico! Panico!] Forse perché l’ora della colazione era passata da un pezzo, o forse perché stava male e non se la sentiva di scendere…. [Sì, è svenuto per il dolore] Erano entrambi risposte plausibili, ma delle due la più convincente era senz’altro la prima, il che da una parte era un sollievo, perché voleva dire che Faramir stava bene, ma dall’altra era un’ulteriore preoccupazione: cercare un ragazzo in quel castello in fermento era come pretendere di scovare un ago in un pagliaio, se non addirittura peggio. E da dove cominciare le ricerche? [Che due palle, adesso taglio un pezzo inutile sulle pippe di Bori, che non ne usciamo più da questa storia, altrimenti] -Credo di aver capito la vostra situazione!- esclamò Darsiel, schioccando le dita. [Il folletto stronzo c’è ancora] -Davvero? Mi fa piacere…se non altro voi ci siete riuscito!- sibilò ironicamente Faramir. [Mi unisco a tale affermazione] I due erano giunti già da una mezz’ora abbondante nel giardinetto interno del palazzo e si erano accomodati su un sedile di pietra bianca, parlando del più e del meno. [Chi se ne frega?] Ma quando poi il misterioso adolescente aveva toccato “quella” nota dolente, il secondogenito del Sovrintendente si era improvvisamente bloccato. [siamo già ai palpeggiamenti?] Con fatica era riuscito a raccontare i suoi sentimenti, cercando di spiegarli nel modo più semplice e comprensibile, [come l’autrice non fa] con l’unico risultato, nient’affatto apprezzabile, di farne venir fuori soltanto un gran garbuglio. [come l’autrice fa] Tuttavia, complice anche la sua straordinaria abilità che gli consentiva di esplorare la mente altrui, Darsiel era riuscito ad afferrare il problema di quello che ormai considerava un amico. [che bello, voglio pure io un folletto che guarda nelle mie fantasie erotiche!] -Se la mente non mi inganna, voi non capite cosa vi leghi a Boromir, anche se siete sicuro che non sia più solo affetto fraterno. Mi sbaglio forse, mio signore?- [dì di sì, Faramir!] -No, affatto. Forse far chiarezza mi aiuterebbe a stare meglio, mi aiuterebbe a non sentirmi in colpa, o magari non mi aiuterebbe affatto, ma sono stanco di vivere nell’incertezza.- [ma uno bravo da cui farti vedere?] -Vi capisco. Nonostante questo, vorrei che mi diceste cosa provate veramente quando siete con lui…cosa vorreste fare in sua compagnia, come vorreste che lui vi trattasse…insomma, dovete spiegarvi.- [no, per carità, no!] -Non è semplice…so soltanto che passerei l’intero arco del giorno con lui, anche semplicemente a fissarlo negli occhi…. [*risate registrate*] Però io…insomma…vorrei che lui mi vedesse sotto una luce diversa da quella di fratello minore da proteggere. [Catino riempito con grazia di vomito] Vorrei che dimenticasse che siamo parenti, e che mi trattasse come un uomo che desidera amore, che è alla ricerca di amore… [insomma, che lo trivellasse] vorrei che lui guardasse a me in questo modo, niente di più.- [E ti pare poco?] -Ne siete sicuro?- lo sguardo di Darsiel era indagatore: sapeva che l’altro non gli aveva detto tutto, [piccolo scassamaroni, ma ti farai mai i fatti tuoi?] ma non riusciva o più probabilmente preferiva evitare di entrare nei suoi pensieri e violarne la segretezza. [L’ha fatto fin ora, cos’è? Sei geloso delle cavalcate di Fara?] Voleva che le confessioni che Faramir gli stava facendo non fossero troppo forzate, perché innanzitutto desiderava che si sfogasse. [io no] -Non vi si può nascondere nulla, vedo…non vi ho detto tutto…ma da un lato è un po’ imbarazzante…comunque avete ragione. Sapete, io…io…io vorrei che mi abbracciasse come si abbraccia un amante, [sapevo che l’avresti detto] vorrei che mi accarezzasse come se fossi il suo gioiello più prezioso, [accarezza il TUO gioiello più prezioso, suino!] vorrei che mi baciasse con la stessa passione e la stessa forza che adopera quando combatte… [con la spada, però, che t’infila in bocca] vorrei che lui vedesse solo me, vorrei essere la sua “ragione di vita”, [questo non fa neppure un marito devoto ed innamorato sino al midollo: si vive per vivere, diceva mia nonna] in qualche modo…vorrei, vorrei e solo vorrei! Sono solo sogni…lo so già, non mi illudo nemmeno…- [Ma davvero ci speri di vivere i DICO di Gondor con tuo fratello?] -Vi siete accorto di esservi già chiarito con voi stesso? Avete finalmente capito qual è la natura del vostro sentimento!- [che grande cosa] -Cosa…cosa dite? Io non…vi giuro che ancora non mi ritrovo!- [Non ti ritrovi? E che ti sei perso?] -Cosa credete che sia questo se non amore, mio signore?- [Lo chiamo sentimento incestuoso, frutto d’un disagio affettivo, scaturito da una distorta visione della struttura famigliare] -A…amore? Non…non posso…non è possibile…io non credo che…lui…io…- Faramir era sconvolto: aveva appena capito di amare il fratello, la persona con cui aveva condiviso tutte le sue sventure, tutti i suoi turbamenti e le sue paure…Non poteva, non voleva crederlo possibile! Incesto! Si trattava di incesto! [Sveglio Fara!] Se suo padre avesse saputo dei suoi sentimenti…non osava pensare alla reazione che avrebbe avuto! [Deni, io l’appoggio la tua reazione, sappilo] Lo avrebbe cacciato, bandito da Gondor…. [Giustamente] No, era assurdo! E poi, ammettendo che il fratello lo ricambiasse, cosa avrebbe fatto se fosse finita? [Finita? La relazione? Ma che schifo!] Avrebbe perso il suo appiglio alla vita, la sua speranza di rinascita…avrebbe perso tutto. [Eowyn, qui è un po’ nervosa. Credeva d’essere lei la sua speranza, il suo amore e tante altre cose] -Cosa…cosa posso fare?- chiese flebilmente l’uomo, passandosi nervosamente una mano tra i capelli. -Innanzitutto: avete mai pensato a cosa Boromir provi per voi?- domandò Darsiel. [Folletto, mi stai agevolando l’incesto? Sei stronzo, lo sai?] -Certo che no…è talmente assurdo che lui…- -Nulla è assurdo[In questa minchiata] !- lo interruppe. -Ma lui non può amarmi! Come potrebbe mai? Non faccio che usarlo come valvola di sfogo, ma gli ho mai chiesto se avesse qualche problema? Lui non me ne parlerebbe mai se non lo incitassi, e io non l’ho mai fatto…- [Io piango e vomito… Dai, fate qualcosa voi: uccideteli] -Avete mai pensato che forse non vi ha mai esposto i suoi problemi perché per lui voi venite prima di tutto?- [BBRRRR] -Non credo…non credo che sia così!- sospirò Faramir, scuotendo la testa. [scemo! Scemo! Scomo!] -Non potete esserne sicuro! Perché non vi fate avanti?- [Bori, io ti amo… Vorrei sposarti ed essere madre dei nostri bimbi emofiliaci] -Ma se lui, dopo una confessione come la mia, rimanesse disgustato da me? Cosa dovrei fare, a quel punto?- [ cerchi di farti aiutare da uno psichiatra] -Potreste sempre allontanarvi da Gondor: non avreste nulla da perderci, arrivato a quel punto!- [ma pure a questo] -Ma non avrò mai il coraggio di…- [Di? Di far sprofondare questa roba ad un livello ancora più pietoso?] -Stasera, alla festa. È una buona occasione, e quanto al coraggio…se avete coraggio a sufficienza per scontrarvi solo contro una delegazione di orchi, non credo che vi mancherà per dire a vostro fratello come realmente le cose stanno. [Non sono la stessa cosa…] E, se mi è concesso esprimere un personale parere, [no, non t’è concesso] non credo che il vostro Boromir vi scaccerà, anzi! Parlategli, chiaritevi! Se lo farete, vedrete che vi toglierete un peso dallo stomaco e un pensiero dalla testa!- [ed una notte di sesso ve la fate, alla faccia di Deni!] Tolgo un pezzo inutile: Fara è convinto ed il folletto si dà alla macchia. Attendiamo la dichiarazione alla Festa di Primavera.
Tags: angel selphie, badfic, grandi saghe, i bellissimi di rete4, la follia, segreti di zietta Current Location: la mia cella candida Current Mood: Mi sono rotta! Current Music: Sunday, bloody, sunday- U2
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Nel magico di regno di Lady Fara e Lord Bori regna l’armonia, sino a quando il perfido Deni, padre degenere dei due, non rientra da una lunga vacanza a casa di Ted, suo caro amico. Deni reca in dono una splendida puledra, Eowyn… Ehm… Scusate, non in questa storia. Egli dona al figlio maggiore (Bori) un cavallo, ferendo la delicata sensibilità della signora di Gondor: Fara. Nel mentre, appaiono graziose bambine con folletti invisibili. Qualcuno bussò alla porta, svegliando il secondogenito di Denethor, che si guardò intorno. [che belli questi particolari, vero? L’erezione mattutina sarà descritta, spero] La luce del nuovo giorno filtrava attraverso le pesanti tende. [era il gaio dio Sole di Gondor] Probabilmente era qualche inserviente giunto con l’intento di aiutarlo a vestirsi, anche se più e più volte aveva ribadito che non ce n’era bisogno. [Lui aveva bisogno del parrucchiere e del truccatore, per Yavanna!] Comunque, non potendo sapere in anticipo chi ci fosse dall’altro lato della porta, pregò il visitatore di entrare. [Ci fa piacere che non sia un cafone] Quando i battenti si aprirono, una nuova luce invase la stanza: [appare la Madonna!] una forma offuscata da un accecante alone bianco avanzava verso di lui, con lentezza, a passi misurati. [Gandalf il Binaco? Galadriel, la Dama della Luce? Arwen, Stella del Vespro del suo popolo? Un poliziotto della D.E.A.?] Con cautela l’intruso giunse accanto al letto di Faramir, che finalmente riuscì a scorgere i contorni di quella figura lucente: in piedi, con le braccia abbandonate lungo i fianchi stava un ragazzo, che non doveva avere più di sedici anni. [le gemelle di “Shinning” quando arrivano? Io ci conto: siamo alla seconda apparizione straordinaria e non si sono ancora fumati Erbapipa] Il fisico perfetto era fasciato da una tunica candida e da un paio di pantaloni altrettanto bianchi, che si confondevano quasi con la pelle diafana. Gli occhi azzurri celavano un sorriso, mentre corti capelli dorati si muovevano appena, sospinti da una leggera brezza proveniente da chissà dove. [Era Draco Satine Malfoy *o*] -Chi siete?- chiese il figlio di Denethor allo sconosciuto. [Ed egli risposte: “Ave, o Fara, piena di Grazia…” dai, l’avete pensato pure voi!] -Mi chiamo Darsiel, mio signore!- rispose quello. [Il folletto invisibile della bambina bionda. Suppongo fosse la piccola Cissy. Mi sto perdendo…] -Fate parte della servitù? Stano, non vi ho mai visto! Siete nuovo?- [Ti credo, era nell’allucinazione di tuo fratello] -Spiacente di deludervi, mio signore, ma non sono uno della servitù.- -E allora di cosa vi occupate? Cosa ci fate qui? E come avete fatto ad entrare?- -Quante domande, mio signore! Ma temo di non potervi dare una risposta. Posso solo dirvi che qualcuno mi ha chiesto un favore e che…sono qui per aiutarvi a fare chiarezza.- dichiarò Darsiel con un angelico sorriso. [E Fara allora rispose: “Anima mia, magnifica il Signore…”, scusate ma non trovate tutto questo mistico?] -Chi vi manda?- domandò Faramir, sempre più perplesso. -Una mia cara amica, Isethril.- [La famosa MS bimba] A questo nome l’uomo sussultò. Dove lo aveva già sentito? Perché era sicuro di averlo sentito da qualche parte, ma non ricordava minimamente dove. [Hai una pessima memoria, Fara, voglio dire, non rammenti gli sbrocchi di Bori?] Non poteva certo essere la protagonista di un romanzo, [invece sì, mi pare fosse una storia in cui la pazzia era contagiosa] perché le protagoniste dei romanzi non esistono veramente. [Vallo a dire alle protagoniste di “From Hell” ad esempio] Nessuna delle ragazze che conosceva portavano tale nome, e nemmeno le donne che lavoravano al castello…e allora perché gli suonava così familiare? [Perché Bori le ha scassato i boccoli con il suo istinto materno] -Vi sentite bene, mio signore?- domandò Darsiel con preoccupazione. [Fai tu, mio fatato amico. Io avrei già chiamato l’ospedale] -Non come vorrei, ma non è qualcosa di tanto grave da potermi…- cominciò l’interpellato, parlando senza troppo riflettere. [Sì intuisce, ma è una sensazione un po’ diffusa in questa fanfy] -Perché non vi sentite come vorreste?- lo interruppe il giovane sconosciuto. [e che domanda del cazzo è?] -Non capireste mai, nemmeno se rimanessimo qui a parlare per anni vi rendereste conto…- [perciò, levatevi dai coglioni] -Ma potete sempre provare a riassumere i fatti!- [Ma pure no, che poi Lady Fara piange ancora, sperando di picchiare il padre] -Certo, naturalmente…ma io non vi conosco! Come posso fidarmi di voi?- [Una frase quasi sensata, nella follia che dilaga] -Dovete scegliere…non posso certo costringervi a raccontarmi la vostra vita, ma potrei aiutarvi a capirvi di più.- [Ma è un folletto o Marzullo? Ho capito: è quello bravo che ho invocato tempo fa] Faramir non sapeva cosa fare: dare retta a quel ragazzo misterioso? E a che pro? Avrebbe davvero potuto aiutarlo a capire? [l’opzione: mandarlo a Mordor a calci non viene presa in considerazione] Sarebbe stato in grado di dare un nome a quel sentimento che stava popolando il suo cuore, [un sentimento che popola il cuore. Questa definizione mi riempie di… Di non so definire cosa sta svuotando lo stomaco e popolando il catino]conquistandone ad ogni secondo un altro pezzo, al punto da riuscire ad appropriarsene del tutto? [Parlane con il dr. House e non con i saggi medici di corte che dissero a tua madre di non partorire, forse è un cancro. Se ho fortuna] Sarebbe stato in grado di trascendere il fatto che quell’emozione così violenta era provocata da suo fratello, o lo avrebbe giudicato un immorale? [La terza che dico io: una piattola piagnona e rompipalle] E se poi si fosse recato da suo padre raccontandogli tutto? [Lady Fara, ma che stai alla scuola materna?] Certo, Denethor non aspettava altro: attendeva solo il minimo appiglio per poterlo allontanare definitivamente da Minas Tirith, se non addirittura da Gondor… [Ma mi pare un buon motivo anche] -…. Ma io non conosco vostro padre e non sono una sua spia, come voi pensate!- esclamò Darsiel. [Piccolo telepate del cazzo, torna alla Xavier’s Istitute] A quel punto il figlio minore del Sovrintendente di Gondor lo fissò sbalordito: come poteva sapere quello che lui stava pensando? [Era il figlio di Jean Grey] Non era plausibile che quel giovane fosse in grado di leggergli nella mente…o forse sì? [Sì, era possibile, facciamola finita] -Esatto! Avete indovinato! Sono in grado di sondare le menti degli altri, se ne ho voglia. [Fattela passare, guardone insolente] È un dono raro, ereditato da mia madre. [Che vi dissi? Il figlio di Jean Grey] Di solito non me ne servo, ma voi mi costringete a farlo. Se non mi fate partecipe dei vostri dubbi sulla mia persona come potrete mai decidere se fidarvi di me oppure no? [Ma farti i fatti tuoi t’è impossibile, insopportabile presenza?] Se non fossi in grado di leggere i vostri pensieri sarei perduto.- [non sarà vulcaniano? E poi perché deve sapere che pensa Lady Fara?] -Come…come può…- Faramir balbettava, era sconvolto. [guarda lo balbetto pure io, alzando i pugni al cielo] -Non aggiungete domande alle domande. Io non ho alcun tipo di rapporto con vostro padre, come vi ho già detto poc’anzi, e non ho nessuna cattiva intenzione. [Peccato!] Sono qui semplicemente per aiutare voi e rendervi felice, [Un gigolò] oltre che a fare un favore ad Isethril. Vengo per aiutarvi, non per peggiorare la vostra situazione.- spiegò pazientemente il ragazzo. [Peggiorarla era arduo, ma tu ci sei riuscito: non ho parole per esprimere il mio odio] Ci fu un attimo di silenzio. Il figlio di Denethor non sapeva cosa fare, anche se qualcosa dentro di lui lo spingeva a fidarsi: forse era il viso innocente di Darsiel, o forse tutta quella luce che lo avvolgeva, rendendolo simile ad un elfo…. Valeva la pena di provare. [O no… No!] -Ho preso la mia decisione.- sentenziò con tono solenne. -E potrei sapere quale, mio signore?- -Visto che non mi sembrate un malintenzionato, voglio concedervi la mia fiducia. Tuttavia credo che sia scomodo e oltremodo sconveniente intavolare una discussione in una camera da letto. [Qui si tromba, gaio folletto telepate, levati quegli abiti da checca e vieni da Lady Fara!]Perciò, se avrete cuore di pazientare qualche istante, mi vestirò e poi potremo scendere insieme in giardino.- -Mi sembra un’ottima idea.- convenne l’adolescente. [Io avrei chiamato la guardia per far cacciare questi due da Minas Tirith] La chicca finale: Per chi era e non è più. [in pratica io, fra quattro capoversi di questa sbobba] Per chi ha donato se stesso per ciò in cui credeva. [E’ il 25 Aprile?] Per chi non sa più trovare la sua strada, [è un navigatore satellitare?] Nelle nebbie della solitudine. [*o* Che poesia da merendine al cacao] Per tutti questi E per molti altri ancora. [Per l’anima de lì mort…] Per loro il sole sorge ogni giorno. [Il dio Sole è misericordioso] Per restituire loro brandelli di gioia. [Il dio Sole che bacia e ride, dà gioia] Per aiutarli a credere ancora. [Che sta fanfy abbia una fine] Per tenere accesa la loro fiamma. [Di cosa è ignoto] Per chi vede il buio e sogna la luce. [questa è stupenda, però] Per chi striscia nel fango e vorrebbe volare. [per chi legge Angel Selphie e sogna Tolkien] Per chi vive nel ghiaccio e anela al fuoco e al calore. [Per chi ha registrato CSI e non lo può vedere perché ha i DVD nella seconda casa] Per tutti questi. E per molti altri ancora. [Leggete sopra] Per loro gli uccellini cantano ancora. [Li sento, questi stracciacazzi, se avessi ancora la mia gatta!] Per far loro sentire che vita è speranza. [Ma a me serve altro che un usignolo sbronzo] Per aiutarli a sollevarsi da terra. [pure, che uccelli forzuti !] Per spronarli a respirare davvero. [respirazione artificiale?] Per chi si lascia vivere senza lottare. [Chi s’estranea dalla lotta è un gran figlio di mignotta] Per chi non ha più la forza di sorridere. [ma se legge questa storia…] Per chi non distingue più bene e male. [ma è una sorta di preghiera scritta da un folle monaco albino?] Per tutti questi. E per molti altri ancora. Per loro soffia il vento dell'est. [A Ovest soffia per gli altri] Per ritemprare i loro spiriti esangui. [se sono spiriti, il sangue non possono averlo] Per spingerli a impugnare il loro destino. [ah… Ora lo chiamiamo destino] Per mostrare loro le gioie celate. [Sì, come no. È il manifesto degli Onanisti] E per tutti coloro che attendono il risveglio ogni giorno. [Quindi non io] Per quelli che godono del tepore benefico dell'amore. [Quando dormo, se arriva il benefico tepore dell’amore alla traditora amputo arti a caso] Per tutti coloro che sono felici. [perché dormono] Per tutti questi. E per molti altri ancora. [Per du palle] Per loro la Terra continua a girare. [e non solo quella] Perché possano insegnare agli altri ad amare. [in senso carnale, spero] Perché possano donare la loro gioia a chi la sta cercando. [sì, è un doppio senso volgarotto, eh?] Perché il mondo possa essere un posto migliore. [E più popolato] Perché il sole possa finalmente brillare davvero. [Di più? Io ho già caldo] Perché il vento possa soffiare con dolcezza. [Non come a Trieste] Perché l'acqua possa tornare a scorrere libera. [Magari!] Perché possa finalmente avverarsi questo sogno antico vestito d’oro. [Non ho parole] E vi lascio così, con indosso soltanto un sogno antico vestito d’oro. Meditate, pulcini, meditate. Tags: angel selphie, badfic, grandi saghe, i bellissimi di rete4, la follia, segreti di zietta Current Location: la mia cella candida Current Mood: Arriverò alla fine? Current Music: Return to innocence - Enigma
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Denethor è tornato, mi spiace tanto per lui: ha due figli idioti. Doppia razione, signori. So essere generosa. Faramir giunse nella sala della colazione, [c’era la sala della colazione, quella della merenda e quella degli spuntini] trovandola completamente vuota, anche se apparecchiata per due. [Bori è con la bimba che vede i folletti, ricordate?] Dov’era sparito Boromir? [O per Ulmo, no! Fara, stai calmo che già tuo fratello ci ha fracassato le maracas con isterismi inutili] Solitamente il fratello, che si svegliava prima di lui, era già seduto a tavola quando lui arrivava. [da quando Deni era partito] Invece quel giorno pareva che fosse in ritardo. Beh, non che ci fosse da preoccuparsi: aveva venticinque anni, si presumeva che sapesse badare a se stesso. [Fara ha un neurone in più del fratello] Tuttavia era veramente strano che fosse in ritardo. [farsi i fatti propri a Minas Tirith è escluso] Magari stava male ed era rimasto a letto…forse era meglio assicurarsene.[Perché? E se Bori sta dormendo e ti manda a Mordor?] Fece per alzarsi dalla sedia quando Boromir irruppe nella stanza con aria affannata. [Cosa sarà successo?] -Faramir! Buongiorno! Che ci fai qui tutto solo?- [Con chi doveva essere? Con bambine già vittime della demenza?] -Bori! Calmati! Sembra che tu abbia appena combattuto contro un manipolo di Uruk-Hai! Hai fatto una corsa?- [E per una corsa si sconvolge così ? Stiamo messi bene…] -No, io non…ma dove sono gli ospiti???- chiese il più vecchio dei due, scioccato nel vedere che la tavola era apparecchiata soltanto per due, come al solito. [dialoghi del delirio] -Ospiti? Bori, sei sicuro di sentirti bene? Quali ospiti?- domandò legittimamente Faramir, che non stava capendo assolutamente niente di quello che il fratello stava biascicando sconnessamente. [Fara, ti sei perso lo Spirito della Festa della Primavera passata, stai zitto!] -Isethril…gli ospiti…stamattina io…prima nel giardinetto…- [Lucy in the sky…?] -Per i Valar! Stai calmo! Vorresti spiegarti in maniera che possa capire quello che stai dicendo?- [in questa fanfy? Ma per favore!] Il maggiore dei due rimase per qualche istante in silenzio, prendendo fiato e mettendo in ordine logico le idee, dopodiché iniziò a raccontare. [diamo il via al circo!] -Dunque, questa mattina mi sono alzato un po’ prima del solito e, non sapendo cosa fare, sono andato nel giardinetto, [ma vivono in un condominio?] e lì ho incontrato una bambina bionda. [l’unica bimba bionda di Gondor] Non avrà più di dieci anni e credo che sia la figlia di qualche ospite importante, magari arrivato prima che mi svegliassi…o almeno credo! Tu l’hai vista, per caso? E hai visto i suoi genitori?- [che si presentano come “i genitori della bimba bionda che parla con i folletti”. Bei titoli nobiliari] -Io non ho visto nessuno…dopo svegliato, mi sono preparato e sono venuto qui. Anzi, ti dirò che iniziavo a preoccuparmi non vedendoti arrivare! Comunque, non ho visto nessuna bambina né tantomeno ho incrociato nobili vari, mi dispiace! E poi, che cosa c’entra questa Isethril che hai nominato poco fa?- [Non hai sentito, Fari? Ha incontrato questa piattola in giardino e si chiedeva chi fosse la disgraziata che l’aveva partorita] -Isethril è il nome della bambina! Ma…com’è possibile??? Ero sicuro…insomma, ci ho parlato e l’ho anche presa in braccio!- [Sì, è un nome orrendo, era meglio Alexis] -Boromir, non te la prendere, ma io credo che tu abbia preso un abbaglio. [hai svalvolato di brutto] A parte noi due, i soliti funzionari e la servitù qui a palazzo non c’è nessun altro.- [hai le visioni, sembri Hurley di “Lost”] -Sarà come dici tu, Fara…può darsi che io mi sia addormentato e abbia sognato tutto…sarà sicuramente così, ma è stato un sogno talmente reale…- [ma le bambine a Gondor vengono uccise alla nascita?] -Capita anche a me, ogni tanto…ti pare proprio di vivere la realtà, non ti sfiora neppure l’idea che sia tutta una situazione fittizia, elaborata dalla tua mente…provi perfino le stesse sensazioni che proveresti da sveglio in una situazione analoga…e forse sono questi i sogni più belli, non credi?- [E questa riflessione incoerente cosa ci fa qui?] -Hai ragione…spesso si sognano avvenimenti talmente assurdi che ci si rende conto di non viverli veramente, e si è coscienti che tutto è un parto del nostro io più remoto…- [ma la vita è un sogno? O i sogni aiutano a vivere meglio?] La discussione si protrasse ancora a lungo, spaziando su vari argomenti. [ma ci viene risparmiata per pietà dall’autrice. Grazie] Ciò non fu dovuto soltanto a un’abitudine particolare degli abitanti di Gondor, che voleva che la giornata iniziasse con una abbondante e prolungata colazione, [erano americani o inglesi] quanto piuttosto alla volontà da parte di entrambi i giovani di vivere al massimo i pochi attimi di vera libertà che restavano loro. [Poi tornavano nelle segrete, incatenati] -Però…è proprio una bella giornata. La bella stagione si è fatta attendere, quest’anno, ma alla fine è giunta in tutto il suo splendore.- osservò Boromir, posando la forchetta dopo aver ripulito il piatto con un pezzo di pane. [la zia Pina sta meglio,sai? Ha risolto il problema dell’incontinenza notturna] -Ti sbagli, fratello. Per me la bella stagione è finita oggi.- sospirò tristemente Faramir, [piattola!] prima di alzarsi da tavola e uscire velocemente dalla sala, per impedire al giovane di vedere le lacrime che premevano per uscire dai suoi stupendi occhi color del mare. [Fugge come una tremebonda eroina di Jane Austen! In lacrime!] Una gran folla si era radunata lungo le strade di Minas Tirith. [dove non si lavorava e si stava a far colazione sino a mezzodì] Non solo uomini, ma anche donne, vecchi e bambini, [This is… Atene?]si ammassavano, addossati l’uno all’altro, nella speranza di vedere Denethor. [E chi è? Eru incarnato?] Un vociare confuso riempiva l’aria, mentre il sole scintillava con più forza. Nell’insieme, la città aveva un aspetto maestoso, proprio quello che si addiceva alla situazione. [di solito pareva Sin City] Ma se una buona parte dei cittadini costeggiava le vie del centro abitato, l’altra metà stava facendo capannello attorno alla porta del palazzo, in attesa che i due figli del Sovrintendente di Gondor uscissero a cavallo, [ma chi se ne frega, scusa?] diretti ai portoni della capitale per scortare il padre fino alla regale residenza. [Ma c’erano quelli che vendevano le bibite?] Il cuore di ognuno esultava di gioia: [ah sì?] finalmente la minaccia di orchi e altre bestie mostruose sarebbe stata in parte quietata! [Quando? Mi sono persa un capitolo?] Finalmente si sarebbe festeggiato! [I Saturnali di Gondor] Finalmente ci si sarebbe presi una pausa dal lavoro e dalla routine! [Dal lavoro la pausa la fate da una vita] Erano questi i pensieri comuni: erano tutti troppo preoccupati a gioire, e nessuno si accorse di un volto triste, inondato dal bagliore del meriggio. [giustamente a nessuno interessa delle turbe mentali da bimbo di quattro di Fara] Un volto la cui espressione comunicava molto di più che mille parole. [ era così -.-] Un volto segnato dell’ansia, dallo sconforto e dall’abbandono. [che bello essere accolti così dal proprio figlio] Un volto nobile, una persona importante, conosciuta e rispettata…rispettata da tutti, tranne che da chi avrebbe dovuto farlo per primo. [se il primo che deve farlo, vede il secondogenito che gli va incontro contrito, perché non è stato sbranato dagli Orchi, magari s’incazza un po’] Una mano si posò sulla spalla del giovane mentre, ancora a cavallo, scendeva verso i portoni di legno. Una mano rassicurante, quella del fratello, che gli cavalcava accanto. [Un’immagine bella] -Fara…come stai?- appena un sussurro, confuso con il canto del vento. [Il Sole bacia, la gente è lieta, il vento canta… Siamo nel regno di Lady Lovely] -Non lo so…- una debole risposta, priva di ogni vigore, come colui che l’aveva pronunciata. [Se non lo sai tu…] -Andrà tutto bene…ci sono io con te…- la rassicurazione amorevole di Boromir scivolò sulle ali dello zefiro, perdendosi nel nulla. [di questa immane vaccata... Poi cosa dovrebbe fare Denethor appena arrivato? Una strage ?] -Vorrei che questo momento non fosse mai giunto…ma l’ineluttabilità del destino…- parole rassegnate, di chi non spera più. [che il padre stiri le cuoia… Figlio amabile] -Il destino si può cambiare! [Esistono i veleni] Ma purtroppo per il momento dobbiamo adeguarci a ciò che lui ha scelto per noi. [Vivere nel Palazzo… Che padre ingiusto]Però non sarà sempre così… [Nessuno è eterno, basta un cuscino ben premuto sulla faccia ed il vecchio raggiunge nostra madre, povera donna che piange sconsolata] perché siamo noi i padroni di noi stessi, [che grande frase!]non devi dimenticarlo mai, Faramir…- [Lui voleva essere uno schiavo, vestito di pelle] Silenzio di nuovo, tra i due. Tutt’attorno, clangore di armature, scalpiccio di piedi e il piacevole e cadenzato suono degli zoccoli dei cavalli sul selciato chiaro. [Sì… Procediamo con la storia] Un gran vociare di folla completava il quadro dipinto di forti tinte, [da un pittore ubriaco] un quadro di aspettativa per molti e di angoscia per pochi, un quadro che solo un buon intenditore avrebbe saputo ben decifrare. [Chi è l’artista? Piccaso?] E in questo onirico momento di luce e ombra [mi sono persa del tutto] echeggiò nell’aria il suono di un corno, si sentirono distintamente i destrieri galoppare, a poca distanza dalle mura di cinta. [Questa è una scena di “Troy”] Il pesante portale ligneo fu spalancato, e i figli di Denethor si disposero al centro dell’apertura che dava accesso alla città, uno di fianco all’altro, pronti ad affrontare insieme quella prova così dura. [L’ assedio ? Una cazzata! Il ritorno di Denethor? Una tragedia] Il Sovrintendente di Gondor frenò la sua cavalcatura proprio di fronte ai figli, che non poterono certo fare a meno di notare lo splendido purosangue che, privo di cavaliere, seguiva la piccola delegazione di armigeri, la scorta del nobile padre. [Hanno notato il padre, che camminava, mentre un mago Purosangue imbrigliato lo seguiva con i lacchè del caso] -Boromir, figlio mio! Hai un bell’aspetto! Sano e forte, come deve essere un blasonato rampollo di una importante famiglia.- [Ma non parla così Denethor! Non è mica il padre di Draco Malfoy!] -Anche voi avete un bell’aspetto, padre! Il viaggio vi ha giovato.- replicò Boromir, mantenendo un tono formale, freddo. [Leccaculo ipocrita!] Denethor, tuttavia, non vi fece caso, o forse finse deliberatamente di non aver notato il timbro ghiacciato della voce del figlio. [la voce di Boromir è un drink] Spronò invece il cavallo perché avanzasse, e solo quando si trovò a fianco del minore dei due fratelli gli rivolse la parola. -Faramir…- sibilò appena, con un lieve gesto del capo che, nelle sue intenzioni, sarebbe stato un saluto. [mi aspettavo un “Piagnucoloso verme che insozzi la mia stirpe, vattene!” e Fara che scappava come Jean Claude] Faramir salutò il padre con il rispetto richiesto dall’etichetta, anche se dentro di sé avrebbe voluto prenderlo a pugni fino a ridurre la sua faccia altera e sprezzante ad una maschera tumefatta. [Bellissimi sentimenti, insomma, così si ama un genitore: immaginando di picchiarlo a sangue] Comunque non incitò il suo destriero. Attese silenziosamente che il fratello gli si accostasse: desiderava rimanergli a fianco, solo con lui si sentiva tranquillo, solo con lui riusciva a spalancare le porte del suo cuore e a confidarsi…[resti uno stronzo lo stesso, lo sai?]desiderava restare solo con lui, per placare quell’uragano di disperazione e solitudine che, improvviso temporale estivo, lo stava opprimendo. [Sei peggio di Meredith Grey. Sei una MarySue] Ma sapeva che non sarebbe stato possibile: appena fossero giunti alla reggia, Denethor avrebbe chiamato il figlio prediletto per discutere del suo ultimo viaggio e per essere aggiornato sugli avvenimenti del regno, quindi avrebbero cenato insieme, trattenendosi fino ad un’ora molto tarda, e solo dopo un’altra serie di discussioni sulla politica e l’economia di Gondor Boromir sarebbe stato libero di ritirarsi nelle sue stanze. [una scaletta davvero orrenda d’avvenimenti! Un periodo da cardiopalma] A quel punto, però, sarebbe stato troppo stanco per sopportare gli sfoghi di un ventenne colpito da una grave forma di vittimismo… [con tendenze violente]avrebbe dovuto aspettare la festa dell’indomani. [Perché la pazienza ha un limite] Ma non era sicuro di farcela. [Io temo per Denethor] Era talmente abbattuto che si sentiva come se fosse sempre stato sul punto di accasciarsi al suolo come un sacco di iuta privato del suo contenuto. [Perché non può prendere a pugni il padre: il dramma di un ragazzo] Non immaginava ancora che ciò che era accaduto fino a quel momento non era nulla in confronto a quello che lo attendeva. [Io ho paura. Per Denethor] Arrivati davanti all’ingresso del palazzo, infatti, il Sovrintendente di Gondor smontò da cavallo, subito imitato dai figli, e si avvicinò al maggiore, tenendo per le briglie il meraviglioso destriero senza cavaliere giunto da Rohan. [Un “prestito” mentre Grima guardava Eowyn] -Questo è per te…mi sembra una cavalcatura degna del mio primogenito adorato. O forse mi sbaglio?- [è gentile, ha un regalo per il figlio] -Non…non credo di poter accettare!- si schermì Boromir. [lo diciamo sempre] -E perché mai?- -Non ho fatto nulla di speciale per meritare un dono così importante.- [è un cavallo, non ti ha portato Arwen in un sacco] -Ma non sempre un regalo deve avere una valida motivazione.- concluse il vecchio, e detto ciò si ritirò, accompagnato dal solito drappello di soldati. [che cosa dolcissima] Faramir aveva le lacrime agli occhi. Perché doveva essere così? Perché doveva fare da tappezzeria? [Perché sei stronzo] Perché non poteva contare almeno la metà del fratello? [Vuole il pony, lui… Ecco!] Non era stupido, né tantomeno infantile: [nooo!] non se ne aveva a male per un regalo non ricevuto, e neppure era invidioso del fatto che Boromir avesse un nuovo cavallo e lui no. [è un bimbo viziato. E stronzo] Era il ragionamento di fondo del padre a farlo soffrire. [parli tu che sogni di fargli la faccia viola...] Era sempre stato trattato con freddezza, gelo che molte volte aveva sfiorato la violenza verbale. [STI CAZZI!] L’episodio più pesante era accaduto circa cinque anni prima: il maggiore dei due fratelli era caduto da cavallo durante una battuta di caccia. [No, i ricordi no!] Oltre a varie fratture, aveva perso conoscenza e non accennava a svegliarsi. [ma era caduto da un burrone?] Denethor, appresa la sciagurata notizia, era sprofondato nell’angoscia, diventando null’altro che un pallido spettro di se stesso. [è suo figlio. Conosciamo la compostezza di Denethor davanti alle disgrazie che colpiscono i figli] In quell’occasione, il disinteresse verso il più piccolo di casa aveva raggiunto vette mai toccate prima d’allora, tanto che Faramir aveva chiesto al padre: [il primo figlio è mezzo morto e Denethor doveva fare la balia al minore? Egoismo mostruoso] -Avreste preferito che ci fossi stato io, al suo posto, non è forse così?- -Sì, è così!- era stata la temuta risposta, un coltello conficcato con crudo cinismo nel cuore di una vittima innocente. [Situazioni che si ripetono a Gondor] A che pro continuare a soffrire? Era insensato, ma non poteva impedirselo. Il sentimento, in questo caso, aveva preso con prepotenza il sopravvento sulla ragione. [Se mai v’era stata ragione] -Io non lo voglio, quel cavallo…- un sussurro. -Bori…- -Fara, perché? Perché i tuoi occhi devono sempre essere così tristi?- [Perché sei una piattola egoista] -Perché per me non c’è pace…la mia anima è destinata a soffrire, IO sono destinato a soffrire…- [Eowyn, ma come lo tolleri un uomo simile?] -Vuoi che resti con te? Hai bisogno di compagnia?- -No, Bori…hai dei doveri nei confronti di nostro padre. [Avvelenalo e manda al macello il cavallo] Vai pure tranquillo, non preoccuparti per me! Quando avrai tempo e se ne avrai voglia, allora mi piacerebbe rimanere in tua compagnia, ma non voglio che LUI vada in collera con te…- [che premura, vero? Sempre a dare la colpa a Denethor] -Io…non so se sto facendo la cosa giusta, lasciandoti solo…- [vai, magari tenta d’uccidersi e si leva dalle palle] -Ho vent’anni, so badare a me stesso! Grazie comunque!- sorrise amaramente il minore, accarezzando lievemente i lunghi capelli dorati del fratello. [BBBBBBBBBBRRRRR] -Allora…allora io vado. Ci vedremo domani. Buonanotte!- -Buonanotte a te, Bori…a domani!- [Buonanotte!] I due uomini si divisero, prendendo direzioni opposte, come quelle delle loro vite tormentate, [che poetica da quattro soldi] mentre la notte, lenta danzatrice sul suono del silenzio, dolcemente sostituiva il suo blu profondo alle accese ferite vermiglie del tramonto. [la frase finale gustatela piano, ad alta voce leggetela e poi ringraziatemi in ginocchio per portare a voi questa… Questa cosa]
E pensare che amo i personaggi di Faramir e Boromir, in particolare Faramir, ma qui li odio.
Tags: angel selphie, badfic, grandi saghe, i bellissimi di rete4, la follia, segreti di zietta Current Location: la mia cella candida Current Mood: Fara crepa! Current Music: il canto del vento
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Finirà in tragedia, per me intendo. Nulla sarà mai più come prima.
La mattina seguente, al contrario di quanto Faramir aveva sperato, il sole scintillava e baciava con i suoi raggi aurei sia la città che la pianura circostante. [Faramir aveva sperato nell’ Olocausto nucleare, come me. Lo accoglie la sempre più gaia primavera di Gondor, in cui il Sole non solo è felice, ma bacia la città] Il palazzo risuonava del chiasso tipico che indicava i preparativi per una grande festa: [Tutto il palazzo? Il palazzo ha vita propria e si prepara da solo ad una festa] nel primo pomeriggio, infatti, Denethor sarebbe tornato [sono tre secoli che lo ripeti] e la sera del giorno seguente nel salone principale avrebbe avuto luogo una grandissima festa, alla quale erano invitati tutti i massimi esponenti della nobiltà della Terra di Mezzo. [*risata isterica di tenta minuti* Si diceva… Ah… La Festa! Ecco, sfilare sul tappeto rosso: sire Elrond in uno smoking Armani e la figlia Arwen, Immonda Sgualdrina del Vespro lo segue in cenciosi abiti… Ma per cortesia!] Il figlio minore del Sovrintendente si alzò e spalancò con forza le imposte della finestra, [è un vezzo di famiglia] lasciando che anche quella stanza godesse della grande luce proveniente dall’esterno, mentre lui si vestì in fretta [a finestra spalancata] pronto per scendere a fare colazione in compagnia del fratello, come accadeva ogni mattina da quando il padre era partito. [Prima Fari non mangiava: il suo pasto era una fette di pane con i vermi] Sarebbe stata loro ultima colazione insieme: Denethor non approvava la simpatia che Boromir nutriva nei confronti del piccolo di casa, [questo Denethor così stuprato mi fa male al cuore e poi, la vogliamo piantarla di attribuirgli ingiustizie assolutamente campate in aria?] riteneva che quel rapporto di amicizia avrebbe, [sono fratelli, eh!] a lungo andare, rammollito il figlio maggiore, di cui lui andava particolarmente fiero. [Essendo Faramir, Fari, io un po’ lo capisco, Dani] Perciò Faramir aveva sempre consumato i pasti, salvo rare eccezioni come feste o ricorrenze particolari, in un’altra sala, in solitudine, come del resto era costretto a trascorrere tutta la giornata. [non era proprio solo: c’erano alcuni topi di fogna a fagli compagnia e spesso qualche nutria] Per lui, quindi, era stata una piacevole novità quella di mangiare assieme ad altre persone [prima, appunto, mangiava da una scodella, nel fango] che non fossero gli inservienti addetti a portargli in tavola le vivande, e il pensiero di dovervi rinunciare, assieme a tutto il resto delle belle esperienze fatte nell’ultimo periodo, [che non oso immaginare] contribuiva a deprimerlo ancora di più. Proprio per questo il bel tempo gli aveva procurato un moto di nervoso: [“nervoso” … Il dialetto di Gondor!] se almeno si fosse presentata una giornata grigia, avrebbe rimpianto di meno la fine della “bella vita”. [Bacco, tabacco e… Marte] Ma gli sembrava che quel sole splendente che nuotava nel cielo turchino [turchino? Ma è proprio un film Disney] gli rinfacciasse ancora di più la sua condizione di prigioniero. [De sta ceppa! Prigioniero dove ? Quando? E perché?] Intanto Boromir, già sveglio da un’ora abbondante, stava girovagando senza meta per il castello, [chi se ne frega?] aspettando il momento in cui il fratello, meno mattiniero di lui, si sarebbe degnato di alzarsi. [chi se ne frega?] Visto che era una bella giornata, optò per una passeggiata in giardino, [chi se ne frega?] un’ottima occasione per godere del tepore del sole, respirare aria fresca e pensare in pace. [lo sappiamo già e comunque: chi se ne frega?] Percorse quindi androni e anticamere, fino a giungere davanti all’uscio che conduceva nel giardinetto interno. [Particolari di sconcertante importanza] Respirando a fondo il buon profumo di fiori e di acqua fresca, [se aveva odore non era fresca] vi entrò con circospezione, quasi che, se avesse mosso un passo di troppo o se avesse prodotto anche il minimo rumore, quell’incantesimo di bellezza si sarebbe spezzato. [la poesia di questa frase mi turba] Continuò ad avanzare silenziosamente, mentre alcuni uccellini che avevano nidificato sui rami degli alberi intorno cantavano il loro amore con gioiosi trilli e gorgheggi. [L’uccellin della comare…. S’è posato sulla mona… Questa frase non se perdona!] “Cosa darei per essere uno di loro…[Essere un uccello: deliziosi doppi sensi] per poter fare quello che voglio, senza dover rendere conto a nessuno. [Che riflessioni da sindrome premestruale] Senza che la colpa delle mie azioni sconsiderate ricada su una persona innocente…[Denethor insomma è proprio un pazzo] per potermi muovere liberamente, per potermi finalmente godere la vita…” pensò Boromir, alzando lo sguardo verso il cielo terso. [Che tormenti! Che tragedie!] Era talmente preso nella sua contemplazione dolorosa, [dolorosa? S’era schiacciato un testicolo?] che non si rese conto che qualcuno gli si era avvicinato senza far rumore, e che lo stava osservando con innocente curiosità, almeno finché non si sentì tirare insistentemente per la tunica. [Io penso male] A quel punto si voltò, ben intenzionato a dirne quattro a quello scocciatore che si divertiva a tirare le tuniche altrui, ma ciò che vide lo lasciò confuso e senza parole. [Chi è? Ma poi mettono le tuniche? Hanno i costumi smessi de “Il Gladiatore”?] Di fronte a lui, ancora con un lembo della sua veste stretto nel pugno, stava una bambina di circa otto o dieci anni. [E da dove spunta questa creatura?] Non era molto alta, ma era assolutamente stupenda: una nuvola di boccoli biondi le incorniciava il visino perfettamente ovale, scendendo fino alla vita. Un paio di scintillanti occhi simili a zaffiri si aprivano e chiudevano ritmicamente, mettendo in evidenza le lunghe ciglia nere, [bionda tinta!] in grande contrasto con la carnagione nivea. Una deliziosa bocca a forma di cuore era stretta in un adorabile broncio spazientito, e la fronte aggrottata era un chiaro segno di disappunto. Un vestitino bianco, lungo fino alle caviglie, infine, completava l’opera. [L’opera di creazione di Mary Sue] L’uomo restò per un interminabile istante a fissare quella che sembrava una stupenda bambola di porcellana, chiedendosi in cuor suo da dove potesse mai provenire una tale bellezza: [“Sarà frutto dei miei lombi?” si chiese] non aveva mai visto quella piccina prima di allora, ed era talmente giovane che non poteva nemmeno ipotizzare si trattasse di una nuova inserviente. [Faceva parte di una baby gang] Magari erano arrivati degli ospiti a palazzo, quella mattina, e gli alti funzionari si erano occupati di riceverli al suo posto, e magari quella era la loro figlia…però era quantomeno singolare che una bimba così piccola si aggirasse tutta sola per il castello, specialmente se poi si trattava della nobile rampolla di un’altrettanto nobile famiglia. [sì, è vero… Sarà uno spirito. O magari Finduilas] -Ciao piccola…cosa ci fai qui?- le chiese quindi, con fare conciliante. -Ti è caduta questa, signore!- gli rispose lei, tendendogli la fibbia decorativa che fermava il suo mantello. [Perde i pezzi] -Oh, grazie! Posso chiederti come ti chiami?- domandò l’uomo, prendendo il monile dalle mani della bimba e appuntandoselo al petto. -Io sono Isethril! E tu, signore?- -Mi chiamo Boromir. Ma dimmi un po’, cosa ci fai qui tutta sola, principessa?- -Non sono sola! C’è Darsiel con me!- -Darsiel? E chi è?- -Ma non lo vedi? È il mio folletto!- si indispettì Isethril, indicando un punto imprecisato sopra la sua spalla destra. [Una bambina scappata dalle Case della Guarigione] -Ah, sì! Che sbadato, non me ne ero accorto! Suppongo che dovrei scusarmi con lui!- disse Boromir, stando al gioco. -Lo penso anch’io! Darsiel è un po’ offeso!- [Lucy nel cielo… L’ho già citata] -Allora le porgo ufficialmente le mie scuse, signor Darsiel!- dichiarò l’uomo, sorridendo. -Credo che così possa andare!- Ci fu un breve attimo di silenzio, interrotto subito dopo dalla voce squillante della bambina. -Perché sei triste, signore?- -Io…io non sono triste!- esclamò l’uomo con un leggero disappunto. -Non si dicono le bugie, non lo sai?- -Hai ragione…ma è una storia troppo complicata…- -Non ti credo!- [Fatti i fatti tuoi, mocciosa] Boromir rise di gusto: quella bambina apparsa dal nulla era talmente dolce…. Non riuscì a resistere all’impulso, e di scatto le si avvicinò e la prese in braccio, [salvate quella bambina!]sorridendo, mentre la piccola Isethril si lasciava andare ad una risata leggera e argentina. Compì qualche volteggio e poi la fece scendere. -Sai che sei proprio simpatico, signore?- gli disse la bambina, lasciando che il suo viso si illuminasse del più radioso dei sorrisi. [Ma *o*] -Anche tu sei simpatica, principessina!- -Grazie! Adesso devo andare! Ci vedremo ancora, signor Boromir!- lo salutò, prima di voltarsi e uscire correndo dal giardino. Un saluto che aveva il sapore di una dolce promessa. [Guh?] Questa parentesi di puro delirio, questa gradevole allucinazione, che rende ancora più difficile, il già ingrato compito si chiude qui. Ponderate sull’apparizione e vediamo di dare un senso alla follia.
Tags: angel selphie, badfic, grandi saghe, i bellissimi di rete4, la follia, segreti di zietta Current Location: una cella candida Current Mood: la follia domina Current Music: Revolution n°9
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